Questa pagina applica due filtri, in quest’ordine, e li dichiara perché senza dichiararli la classifica sarebbe arbitraria.
Il primo filtro è di mestiere. Entrano in classifica soltanto interpreti di cinema per adulti: persone la cui filmografia documentata comprende produzioni hardcore. Non entrano le attrici di cinema erotico, che è un genere diverso, con contratti diversi, distribuzione in sala e una storia critica propria. La distinzione non è una sfumatura: è il confine della categoria, e in Italia è quello che viene violato più spesso.
Il secondo filtro è di appartenenza, ed è la decisione editoriale più importante di tutta la pagina. «Italiane» vale qui per doppia via: entra in classifica chi soddisfa almeno una fra due condizioni, la cittadinanza italiana per nascita o per naturalizzazione, oppure una carriera il cui nucleo documentato sia stato costruito dentro il settore italiano. Per diverse interpreti valgono entrambe; dove ne vale una sola, la scheda dice quale. La regola non è un compromesso ma un dato di fatto: una parte consistente del sistema di star italiano degli anni Novanta era composta da cittadine ungheresi arrivate a Roma per lavorare nelle produzioni italiane. Angelica Bella, Erika Bella, Deborah Wells e Simona Valli sono nate tutte in Ungheria, e una regola di sola cittadinanza cancellerebbe metà di quella generazione fingendo che non sia mai esistita. Una regola di sola carriera, all’opposto, escluderebbe Stella Cox, nata a Roma e passata a lavorare interamente in Inghilterra, dove ha costruito la filmografia più ampia di questa pagina.
Le conseguenze della regola, applicate senza eccezioni. Rientrano per la sola via della carriera Angelica Bella, Erika Bella, Deborah Wells e Simona Valli, cittadine ungheresi con la produzione documentata girata in Italia. Rientrano per entrambe le vie Cicciolina ed Eva Henger, nate in Ungheria e naturalizzate italiane, che hanno lavorato in Italia. Rientra per la sola via della cittadinanza Stella Cox. Resta fuori Laura Gemser, che non è cittadina italiana e non ha una filmografia hardcore documentata, pur avendo passato quasi tutta la carriera dentro il cinema di genere italiano: compare nella rosa di accompagnamento, senza punteggio e senza piazzamento.
Il confine con il cinema erotico italiano merita una riga in più, perché è il punto su cui questa parola chiave viene fraintesa più spesso e con più danno. La commedia sexy all’italiana e il cinema erotico degli anni Settanta e Ottanta sono categorie della storia del cinema, non del settore per adulti. Edwige Fenech, Gloria Guida, Laura Antonelli e Barbara Bouchet erano attrici cinematografiche: non hanno mai girato materiale hardcore, non sono nel nostro archivio e non compaiono in questa pagina né in alcuna altra. La loro assenza non è una svista e nemmeno un giudizio: è la stessa cosa che tenere fuori un attore di gialli da una classifica di criminali.
Il caso di Lilli Carati mostra dove passa davvero quella linea. Carati è stata una protagonista della commedia sexy dal 1975, e per gran parte della carriera è stata esattamente ciò che le quattro attrici appena nominate sono state. Poi, fra il 1987 e il 1989, ha girato cinque film hardcore, documentati come tali. Quei cinque titoli la rendono un’interprete per adulti secondo il primo filtro di questa pagina, e il fatto che siano soltanto cinque la tiene fuori dalla classifica per ragioni di volume, non di categoria. È trattata fra gli esclusi, con la motivazione per esteso.